di Umberto Suprani

Il comitato regionale del CONI s’associa al grandissimo dolore della comunità sportiva nazionale – e regionale in particolare – per l’improvvisa scomparsa di Vigor Bovolenta, azzurro e pluriscudettato di pallavolo. Ricordarne la sua figura è quanto di più facile e più difficile insieme: un carattere solare, sempre ben disposto verso tutti, un padre premuroso di quattro figli in tenera età (Alessandro di 8 anni, Arianna di 4, Aurora ed Angelica, gemelline di poco d’un anno); un campione che viene dalla gavetta, costruitosi giorno dopo giorno con la convinzione e la determinazione che soltanto lo sport e la vita praticati nella maniera più sana possano portarti in alto. Ecco quindi che la sua bacheca è ricca di due partecipazioni alle Olimpiadi (argento ad Atlanta 1996 e quarto posto a Pechino 2008), due scudetti (con Ravenna e Modena), tre Coppe Campioni, una Coppitalia, un Mondiale per clubs, e con la nazionale (con 208 presenze in un ruolo, quello di centrale, dove in maglia azzurra, in quei tempi si sono succeduti campioni del calibro di Lucchetta, Gardini, Mastrangelo, Galli, Gravina) quattro Europei con due ori, un argento ed un bronzo, quattro successi in World League ed uno in Coppa del Mondo. Nei suoi ventuno campionati di A1 ha militato, per clubs della nostra regione quali Ravenna, Modena, Ferrara, Piacenza e Forlì, dove nella passata stagione aveva chiuso col ‘grande’ volley, dedicandosi sempre più alla famiglia ed alla formazione di B2 del Forlì, in cui continuava a giocare e svolgeva anche funzioni organizzative e dirigenziali. Il destino l’ha chiamato a sé proprio su un campo di gioco, a neanche 38 anni. Nativo di Contarina, si considerava ravennate a tutti gli effetti; nella cittadina romagnola risiedeva dal 1990 e si era sposato nel 2002 con Federica Lisi, romana, anch’ella ex nazionale di pallavolo.