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PYEONGCHANG Biathlon OKUna gioia grande e inaspettata, quella di Dominik Windisch, altoatesino che ha riportato in Italia una medaglia olimpica individuale nel biathlon 20 anni dopo l'ultima. Una gioia che porta la firma modese degli skiman Simone e Alessandro Biondini, come conferma il direttore tecnico Fabrizio Curtaz: «Dominik aveva dei razzi ai piedi e il merito va sicuramente al lavoro dei nostri tecnici. Non era facile preparare gli sci per questa gara perché le condizioni qui in Corea del Sud sono estreme: sia per quel che riguarda il clima, sia per la qualità della neve. Ma Biondini e tutto lo staff hanno lavorato perfettamente, e a dimostrarlo è il finale di gara di Windisch, che nel tratto in discesa ha recuperato su tutti gli altri». Un Biondini seguito anche da un gruppo di tifosi originale, i Frassinoro Biathlon Friends, giunti in tre dall'Appenino emiliano-romagnolo fino in Corea del Sud per tifare Italia.

Nella stessa gara grande delusione per la Norvegia di Gianluca Marcolini e dei fratelli Boe, lontanissimi dal podio, che cercheranno di rifarsi domani in una gara a inseguimento nella quale Windisch parte a soli 7 secondi dal primo.

Nella notte italiana le ragazze dello slalom gigante, allenate da Ruggero Muzzarelli, cercheranno una medaglia mentre chi ha sorpreso tutti è l'Italia Team del nostro Matteo Guarise nel Team Event del pattinaggio artistico: con una rimonta da urlo l'Italia ora è quarta a un solo punto dal bronzo. Tra poche ore le ultime prove per tentare l'assalto, difficile ma non impossibile, al podio.